Biografia di
Luciano Schifano
Luciano Schifano
1943 Secondogenito della siracusana Amelia Bramante e del trapanese Umberto Schifano, Luciano Schifano nasce il 13 dicembre a Sabratha, in Libia, dove il padre era impegnato negli scavi archeologici della città romana. Gli antichi monumenti che vede riemergere, costituiscono una sorta di intuitiva iniziazione del bambino Luciano all'armonia dello stile classico, che doveva rivelarsi fondamentale per il suo percorso pittorico. Dunque una prima infanzia felice e piena di stimoli, che resterà impressa nei ricordi del pittore spesso riaffiorando nei suoi quadri.
I cambiamenti politici intervenuti in Libia nel dopoguerra costringono gli Schifano a rientrare in Italia come profughi. La famiglia si stabilisce a Lentini, nell'entroterra di Siracusa.
Adolescente già sensibile all'arte, Luciano frequenta il Liceo Artistico di Catania e comincia a dipingere quadri che in questo periodo esprimono soprattutto la sua tristezza. Gli studi d'arte e di storia dell'arte li concluderà poi a Milano.
1966 L'alluvione che il 4 novembre colpisce tragicamente Firenze, lo induce a interrompere il suo romitaggio di pittore. Nella città devastata Luciano è tra gli "angeli del fango" che lavorano per aiutare chi ne ha bisogno e dove è urgente intervenire. Saputo della situazione drammatica in cui versa il Museo archeologico, la memoria di Sabratha e Ie conoscenze settoriali acquisite con gli studi Io inducono a prestare la propria opere al recupero e al ripristino dei reperti etruschi là depositati. Per comodità affitta uno studio in Via Santo Spirito, quartiere di artigiani e antiquari del centro storico e con Ia residenza, si fa presto conoscere e stringe relazioni artistiche e amicizie con collezionisti e galleristi, che estende anche in varie altre città italiane.
1968 Con l'occasione di una mostra personale alla galleria St. Luc, Schifano soggiorna per un certo rempo a Parigi, frequenta il fervido ambiente artistico locale e si spinge fino a St. Paul de Vence in Costa Azzurra.
Di ritorno a Firenze, a soli 25 anni firma un contratto con il mercante Sergio Denti della Contemporarte, che esporrà i suoi dipinti nelle gallerie di tutta l'Italia accanto alle opere dei grandi maestri contemporanei.
In qualità di mercante, ma anche come amico, Sergio Denti gli rimarrà accanto per diversi anni.
Amici, del resto, saranno tutti coloro con i quali Schifano stringerà rapporti di lavoro: De Marsanich della galleria Il Canocchiale di Milano, Barsi della galleria LAccademia di Torino, Ghelfi delle omonime gallerie di Verona e Montecatini Terme, Leuzzi delle omonime gallerie di Lecce e Nardò. Lo stesso anno conosce Rosmarie, che diventerà sua moglie e gli darà i figli Ramòn e Lucilla.
Luciano Schifano davanti alla Fontana delle 3G installata al Museo Civico di Padova in occasione della mostra I due soli, 2000
1975 Luciano si trasferisce a Pian dei Giullari nelle colline sopra Piazzale Michelangelo, in uno studio/abitazione molto spazioso e immerso nel verde, ricavato da una ex scuderia di cavalli, che non a caso saranno ricorrenti nei suoi dipinti.
1981/1982 Per I'VIII centenario della nascita di San Francesco, il Comune di Assisi gli propone di pensare a un evento commemorativo. Luciano elabora il progetto "Immaginiamo un tema sacro" ispirato alla filosofia quanto mai attuale del Poverello di Assisi e realizza, nelle tecniche più varie, un'ottantina di opere che verranno esposte nel chiostro della Basilica del Santo.
XIX Biennale Mondiale d'Arte Fabbrile, I pennellì del magico divino. L'equilibrio, I'uorno e la sua icona, Lanificio "Lombard", Stia, 2011
1983/1995 La mostra di Assisi viene portata a Firenze,
nel chiostro di Santa Croce, altra Basilica francescana universalmente nota, dove Giotto affrescò le storie del Santo.
Padre Franchi, rettore della chiesa, propone all'artista di realizzare quattro vetrate per la cripta della Basilica. Schifano accetta con entusiasmo la sfida di sperimentare il vetro, materiale per lui nuovo, e di approfondire la personalità di San Francesco. Si mette dunque al lavoro e, superate non poche difficoltà, nel 1995 finalmente le vetrate vengono montate e
solennemente inaugurate.
Tra gli altri significativi eventi di questo periodo e le manifestazioni italiane e straniere che gli vengono proposte, nel 1985 è invitato alla IV Biennale delia Grafica Europea di Baden Baden (EBBB); nel 1988 è nominato "Accademico di Merito" dell'Accademia di Belle Arti di Perugia; nel 1989 tiene un'ampia esposizione personale al Palazzo dell'ONU di Ginevra.
1996 Gli viene allìdata la realizzazione del Palio di Siena, il grande drappello (popolarmente "cencio") che si assegna alla contrada vincitrice della manitèstazione nota in tutto il mondo: non una sempiice e pur appassionante corsa di cavalli, ma un "rito" collettivo che coinvolge lo spirito e la cultura tradizionale dei Senesi.
Per documentarsi sul significato storico e le implicazioni culturali del Palio che dovrà dipingere su stoffa, Schifano si rivolge al famoso studioso medievista Franco Cardini, il quale lo seguirà con i suoi scritti anche in altre occasioni.
2000 In occasione della mostra personale I due Soli (San Francesco e Sant'Antonio), che si tiene al Museo Civico di Padova, Schifano presenta per la prima volta la Fontana delle 3G (Giotto Giubileo Giustizia), complessa opera monumentale sempre dedicata a San Francesco.
2001/2002 Varie mostre ed eventi lo porteranno a soggiornare nei luoghi che ama, tra Francia, Svizzera, Veneto, Puglia e Toscana. In questo periodo trasferisce il suo studio/abitazione in una casa colonica a Chiocchio vicino a Greve in Chianti.
2008 Tra gli altri, si segnalano due eventi: a Montepulciano si tiene, su suo progetto e sue opere, Dal Nobile alla sacralità del vino, cena e asta di beneficenza per Telethon; opera attivamente in Made in Carcere, un progetto creativo che realizza con le donne del carcere femminile di Lecce.
2011 Per la XIX Biennale Europea di Arte Fabbrile, che si tiene a Stia (Ar), gli viene proposto di collaborare all'allestimento e di tenere una mostra personale negli spazi dell'Antico Lanificio. Schifano realizza ed espone, assieme ai dipinti, vari e originali oggetti (ninfee, bandiere, magliette) di design applicato anche al "Panno casentino", per un uso completamente nuovo della stoffa di lana tipica del luogo. Imbandisce inoltre una performance facendo ferrare i cavalli dei carabinieri in piazza, davanti a un pubblico meravigliato di grandi e piccini.
20l2 Per la seconda volta Schifano allestisce una personale a Malta, nel Palazzo de La Salle della capitale La Valletta. È per lui l'occasione per avvicinarsi il più possibile alla terra e alla civriltà del Nord Africa, che il suo animo evoca con nostalgia l'infanzia felice e le perse radici.
13 febbraio 2013 Luciano Schifano muore, colto da infarto, nel suo studio di Chiocchio. Stava preparando l'inaugurazione ufficiale della Fontana delle 3G, donata al Comune di Padova e in seguito collocata nella Corte del Palazzo di Giustizia.
Lo Studio di Chiocchio, Greve in Chianti