1982/83 - "Immaginiamo un tema Sacro", Assisi/Firenze
Assisi: 23 aprile - 25 maggio 1982, Sacro Convento di San Francesco, esposizione personale dal titolo: “Immaginiamo un tema sacro” per le celebrazioni dell’VIII centenario della nascita di San Francesco. Vengono esposte ca. 80 opere dalle tecniche più varie (ceramiche, collages, sculture, arazzi, dipinti su stoffa e su tavole di legno, oli su tela, tempere, pastelli), ispirate alla vita e alla filosofia del Santo. L’artista crea il simbolo: “il sole, il saio e il cilicio come fiore” pubblicato sulla copertina del catalogo, che trasformerà nel 1995 in vetrata (vedi vetrata principale della cripta della chiesa di Santa Croce, Firenze)
Firenze: luglio - ottobre 1983, Chiostri della Basilica di Santa Croce. Opera di Santa Croce riedizione dell’esposizione personale “Immaginiamo un tema sacro” di Assisi con il patrocinio dell’assessorato al Comune di Firenze.
Catalogo edizioni Vallecchi, introduzioni: Dott. Gianfranco Costa, Sindaco di Assisi; Francesco Nicosia, Soprintendente per l’Archeologia della regione Toscana; Giovanni Spadolini, Presidente del Consiglio dei Ministri. Critica: Gastone Favero, Segretario generale della Biennale di Venezia.
In occasione della mostra Immaginiamo un tema sacro al sacro Convento della Basilica di San Francesco (Assisi 1982) per l’VIII centenario della nascita di San Francesco
Francesco Nicosia, Soprintendente all’Archeologia per la Toscana
Nel vivo ricordo dell’amicizia e collaborazione, nate a Firenze nel periodo dell’alluvione, quando con dedizione e amore collaborasti con la Soprintendenza Archeologica della Toscana nel restaurare e rimettere nella propria luce oggetti archeologici (patrimonio di tutti), ricollego la tua nascita sugli scavi dell’antica città romana di “Sabratha” con il senso vero dell’impegno posto da te per l’ottavo centenario della nascita di San Francesco.
Questo spirito di collaborazione e di amore per le cose, non in se stesse, ma in quanto testimonianze della storia di tutti, illumina costantemente l’attività degli uomini di buona volontà.
Giovanni Spadolini, Presidente del Consiglio dei Ministri
(…) un centenario, quello francescano, che è suscitatore di cultura, di impegno morale, religioso, civile ad ogni livello.
È quindi giusto che uno dei nostri artisti più seri e qualificati abbia dedicato a Francesco d’Assisi, ripercorrendo un cammino d’omaggio ed interpretazione artistica di Francesco che nasce da lontano, dai Grandi della nostra arte, Cimabue, Giotto, una ricerca, un omaggio che, con le caratteristiche pur difficili dell’arte di oggi, si pone come monumento iconografico francescano unico nel nostro secolo per il numero delle opere, l’impegno, la qualità.
Un apporto vivo quindi ad un centenario non celebrativo ma stimolatore di impegno, di vita: pienamente in linea con Francesco, uomo che dopo ottocento anni è ancora capace di stimoli così esaltanti di sollecitazioni egualmente valide per credenti e non credenti.
San Francesco al contadino comanda:…di lasciare attorno ai campi coltivati una striscia di terra incolta, affinché a tempo opportuno le erbe e i fiori possano lodare il bellissimo Padre di tutte le cose…in tal modo predicava a loro come se fossero dotati di ragione. E così le messi le vigne e i campi coltivati…le acque correnti i giardini verdeggianti, la terra e il fuoco l’aere ed il vento, con semplicità e purità di cuore invitava ad amare Dio e a rendergli spontaneo ossequio.
Dalla critica di Gastone Favero, Segretario generale della Biennale di Venezia
Quello che certamente colpisce di più nell’approccio all’opera di Luciano Schifano è questo suo impellente bisogno, questa sua urgenza esistenziale di disegnare, questa forza prorompente ed inesausta con cui il suo mondo poetico si manifesta attraverso il segno e la scelta del colore, mediato da infinite operazioni cerebrali estenuata all’infinito sino a raggiungere sintesi che toccano spesso l’inaspettato, l’allusivo, l’essenziale senza perdere mai, tuttavia, quel senso di violenza, di tirannica imposizione, talvolta di incontrollabile provocazione che fa di ogni suo quadro, di ogni suo lavoro grafico, di tutti i prodotti del suo “fare” un qualcosa di inconfondibile, di irripetibile, di personalissimo, eppure nello stesso tempo di noto, di saputo, di conosciuto, di amato, di ricercato, di desiderato: quindi, di classico…

L'angelo custode, 1981, tempera su sughero incollato su tavola, 46x43 cm

La stella, 1981 ceramica con corpo estraneo, h. 14,5 cm, l. 57 cm, p. 48 cm

Gesù nell'intimo del cuore di S.Francesco, 1981, tempera e cordicella su tavola, 100x80 cm

La copertina del catalogo con il simbolo del sole, il saio e il cilicio come fiore, dedicato a S. Francesco

Luciano Schifano dona una sua opera a Madre Teresa di Calcutta

L'artista illustra il suo arazzo intitolato il saio, le scale, il sole

Un momento di condivisione dell'artista con il critico Gastone Favero

Per S. Francesco, 1981, ceramica in maiolica e corpo estraneo, h. 97 cm, l. 46 cm, p. 36 cm

Ad Alvino le rondini, con i loro garriti, non fanno sentire la voce di S.Francesco, Le rondini e casolari, 1980, olio su tela, 70x50 cm

Dalla predicazione alle creature: La lepre 1980, tempera su carta Pescia fatta a mano, 35x25 cm

Assisi, la Basilica, 1981, pastello su cartone, 40x40 cm
