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2000 - "I due soli", Padova

23 settembre - 17 dicembre, 2000
Museo Civico, Piazza del Santo: “I due soli” mostra personale per i festeggiamenti del Giubileo 2000, dedicata a San Francesco d'Assisi e a Sant'Antonio da Padova, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Padova, la Regione Veneta e la Cassa di Risparmio di Padova e di Rovigo. Il catalogo di oltre 200 pagine, edito dal Comune di Padova, con la presentazione del sindaco Giustina Mistrello Destro, comprende scritti di Franco Cardini, Bruno Santi, Gianni Conti, Vittorio Tirolese e Francesco Nicosia.


Due Soli presentazione Fontana
La mostra comprende le opere dedicate a San Francesco esposte nel 1982 ad Assisi e nel 1983 a Firenze. A completare il tema saranno le nuove opere create dall’artista inerenti Sant’Antonio da Padova e il suo incontro con San Francesco, in tutto un centinaia, realizzate con le tecniche più svariate. Inoltre per quest’occasione Luciano Schifano presenta al pubblico la sua “Fontana delle 3G" (Giotto, Giubileo, Giustizia), sintesi armonica in forma scultorea, dei simboli rappresentanti i concetti chiave del suo percorso interiore e artistico. Dalla presentazione del Sindaco Giustina Mistrello Destro
…Schifano riscoprendo quei modernissimi ed eterni valori che Francesco e Antonio otto secoli fa lanciavano al mondo , ripercorre un cristianesimo primigenio che si incentra sullo slancio della fratellanza e, con le caratteristiche pur difficili dell’arte di oggi, ci regala una testimonianza iconografica di grande valore, capace di stimoli esaltanti, di sollecitazioni culturali , di impegno morale e civile di grande condivisione. D’altra parte Schifano, figlio della contemporaneità, costruisce una sua poetica dentro le vestigia della civiltà occidentale, antica e moderna, tenendo a quell’universalità che guarda più al futuro che al passato, in un crogiolo di etnie, di modelli comunicativi e di valori…Franco Cardini in occasione della mostra I due Soli al Museo Civico di Padova per il Giubileo 2000
(…). Dopo Assisi e Firenze, Padova è una delle città d’Italia più sacre, più care agli italiani e ai cristiani. La città del Santo, di quell’Antonio ch’era discepolo e seguace di Francesco, ma che Francesco amava e ammirava in un modo tutto speciale. Un trittico di grandi centri d’arte e di cultura, visitati dall’arte di Schifano.
Un’arte forte, dal linguaggio chiaro eppur difficile. La critica è stata generosa con l’artista: eppure egli – nella sua mitezza davvero francescana – non sembra esserne mai stato del tutto soddisfatto. Lo si è avvicinato ai primitivi, lo si è paragonato a Picasso, a Matisse e a Chagall, è apparso sempre grato per questi accostamenti che lo onorano, mai però particolarmente lusingato per essi. (…) Eppure si sarebbe tentati di proseguire sulla via dei confronti. E misurarlo con i Maestri del Rinascimento, con i quali condivide il gusto incessante e coraggioso per la ricerca, l’attenzione per la tecnica e la sperimentazione. Schifano “pittore”?
È riduttivo, anzi è ingiusto, definirlo tale. Schifano è anche scultore, architetto, scenografo, disegnatore geniale di mobili e suppellettili, ceramista che usa tutte le tecniche e i trucchi dell’arte – dall’ingubbio alla cottura a fuoco “solo” – ; lavora con la cartapesta, le tempere, l’olio, il pastello, il vetro; disegna su tutto, dalla tela alla carta alla seta; produce senza stancarsi arazzi, cartoni, veline, bozzetti. È davvero uomo di luci, di fuochi e di colori: artista, artigiano, artificiere (…).Vittorio Sgarbi in occasione della mostra I due Soli al Museo Civico di Padova per il Giubileo 2000
Quando si parla di Schifano, si pensa subito a un solo Schifano, Mario, il pittore scomparso qualche anno fa, uno dei nostri principali artisti degli ultimi quarant’anni, italiano nato in Libia. E ci si immagina un certo tipo di arte, totalmente laica, calata nella materialità del mondo contemporaneo, integralmente immersa nell’agnosticismo dei mass media dell’immagine.
A Padova, invece, presso il Museo civico di Piazza del Santo, è allestito una mostra di uno Schifano che non è Mario e di un’arte che è tutto meno che laica, materiale, agnostica. Sembra quasi un controsenso, una bizzaria del destino, uno Schifano che tratta in arte temi come la fede, la spiritualità, la fratellanza, la moralità collettiva (…).Due Soli e una fontana in mostra, dall’intervista a Luciano Schifano sulla fede e sull’arte in occasione della mostra I due Soli al Museo Civico di Padova per il Giubileo 2000
Intervistatrice: 
Un’opera originale (parlando della fontana) che pare un libro aperto sulla fede. Ma come nelle altre sue opere, l’aspetto religioso, sacro viene da lei interpretato più in forma gioiosa che severa.
Schifano: Se ci vogliamo salvare, occorre la fede nelle cose belle, umili. L’uomo vuole crescere, ma se non ha la tranquillità non può andare avanti. Ho sempre raccontato la sofferenza ma come nella mia Via Crucis, cerco di risolvere il sacro con un’interpretazione: la vita non è solo sofferenza anche se il mondo così com’è oggi non mi piace.

Copertina catalogo della mostra I due soli dedicata a San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova

Entrata del Museo Civico di Padova, sede della mostra con lo stendardo che ricorda l'incontro di Luciano Schifano con madre Teresa di Calcutta ad Assisi nel 1982 per VIII centenario della nascita di San Francesco d'Assisi

Per San Francesco 81, ceramica e corpo estraneo (ingobbio), h. cm 102- l. cm 44, p. cm 47

La Fontana delle 3G (Giotto Giubileo Giustizia)esposta per la prima volta a Padova per il Giubileo 2000

La Fontana delle 3G (Giotto Giubileo Giustizia), dedicata a San Francesco

La Fontana delle 3G, particolare un bimbo imbronciato guarda questo fine millennio e lo smarrimento dell'uomo

Cassa in legno, 1.Lettura: mittente San Francesco, Assisi 1982 (fragile) contiene: Fede Speranza e Carità . Destinatario Sant'Antonio da Padova 2000

Cassa in legno, coperchio, 2. Lettura Assisi 81, maiolica e corpo estraneo

3. lettura: Destinatario Sant’Antonio da Padova 2000, 28 formelle dipinte a tempera e dedicate a San Francesco e a Sant'Antonio da Padova

Colomba 81, piatto in ceramica, diametro 43

Santa Croce: ieri, oggi, domani, sempre, 1997, tempera e collages su compensato cm70x50

L'Aquila 80 - Della predica agli uccelli di San Francesco, tempera su carta Magnani f.m. 35x25 cm

Le rondini 80 Della predicazione alle creature, tempera su carta Magnani f. m. 35x25 cm

Studio e Bozzetto 91, Vetrata, occhio sovrastante navata centrale Basilica di Santa Croce, Firenze 700.mo Anniversario di Fondazione 1294 1994, tempera su carta rintelata, 72x50,5 cm

Il gufo 80 Della predica agli uccelli di San Francesco, tempera su carta Magnani f. m. 35x25 cm

Cristo 87 Della sua devozione alla Croce ed un misterioso segreto, tempera su carta Magnani f.m. 35x25 cm